I tassi del Prescudin

Due piante secolari si ergono maestose nella foresta in prossimità di Barcis, area wilderness tra le più conosciute delle Prealpi Carniche

a cura della Redazione

Il tasso nella tradizione è l’albero della morte, ma anche della rinascita. Rappresenta, quindi, in qualche modo, la ciclicità della Natura e delle stagioni. Tutta la pianta, escluso l’arillo, l’escrescenza carnosa che ricopre il seme, è molto tossica e contiene una sostanza che può avere effetti narcotizzanti, paralizzanti e financo mortali, la tassina, da cui deriva il nome volgare. La leggenda racconta che anche Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra, morì durante l’assedio del castello francese di Châlus-Chabrol per la freccia di una balestra. All’inizio la ferita non sembrò mortale, ma andò presto in cancrena perché il dardo, si disse, era fatto di legno di tasso e provocò un’infezione letale. Quest’albero sempreverde, dell’ordine delle conifere, è molto diffuso tra le nostre montagne, come dimostrano alcuni toponimi come Pian dei Tass, Val del Tasseit, Ciol Tasseit. Ma nell’area wilderness del Prescudin, a Barcis, ci sono due esemplari imponenti, uno dei quali, secondo gli esperti, avrebbe quasi 600 anni di vita ed una circonferenza che sfiora gli 8 metri. Il tasso si trova all’interno del magnifico bosco di Medòl tra faggi, carpini e olmi ed è situato, per l’appunto, nella foresta regionale del Prescudin, 1650 ettari di bosco, rocce e ghiaie che si distendono lungo l’alveo del torrente omonimo.

Il fatto di essere area wilderness pone dei vincoli rigorosi di conservazione dei luoghi e delle piante e garantisce la purezza e la bellezza dell’ambiente. La Foresta del Prescudin è di proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia dal 1966. In precedenza era dei Conti Cattaneo, famiglia di latifondisti pordenonesi che la usavano come ritiro estivo abitando nel sobrio ed elegante edificio chiamato villa Emma, collocato in una bella radura raggiungibile con una non impegnativa camminata sulla strada d’asfalto immersa nella faggeta. Il percorso parte dal ponte sul torrente Cellina (a quota 400 metri), che collega l’area alla statale 251 della Valcellina. Da lì per raggiungere i tassi secolari si deve proseguire lungo la strada che sale al margine del Ciol dei Tasseit, superare il rio e proseguire su pista forestale lungo le pendici del bosco Medol. In circa un’ora si arriva a circa 1.100 m di quota e, a poca distanza dalla cima del monte Medol, si giunge alla presenza di questi grandi esemplari collocati in prossimità di una forcella a poca distanza l’uno dall’altro. Da Villa Emma peraltro si possono imboccare sentieri brevi e in piano oppure percorsi più impegnativi, fino ai rifugi in quota o alle creste in un ambiente naturale di rara suggestione, che non lascia indifferente neppure l’escursionista avvezzo ai luoghi remoti e selvaggi.

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