I tesori del Duomo di Spilimbergo

Il Duomo di Spilimbergo è uno dei più importanti edifici romanico.-gotici del Friuli. Ospita opere del Pilacorte e di grandi artisti medievali e rinascimentali, tra cui i capolavori di Giovanni Antonio de’ Sacchis il Pordenone

a cura di Federico Lovison

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Il duomo di Santa Maria Maggiore di Spilimbergo (recentemente inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia) è uno dei più importanti edifici romanico gotici del Friuli. Fondato il 4 ottobre 1284 per volontà di Walterpertoldo II dei signori di Spilimbergo «una cum comuni», si è arricchito di numerose testimonianze d’arte, tra i massimi esempi di pittura e scultura in Regione.

La facciata a salienti è ornata da un semplice portale in pietra e da sette oculi, il cui numero potrebbe alludere agli occhi dell’Agnello mistico descritti nell’Apocalisse. Sul fianco settentrionale risalta il portale monumentale (1376) di Zenone da Campione, accanto a un imponente San Cristoforo a fresco (sec. XV). L’interno è diviso in tre navate, con robusti pilastri e archi a sesto acuto.

Duomo di Spilimbergo, ricco di opere medievali e rinascimentali, all'interno della città di Spilimbergo, uno de I borghi più belli d'Italia

Nella cripta sono visibili l’altare in pietra di San Leonardo (1472), alcuni affreschi del XIV e XV secolo e il sarcofago trecentesco di Walterpertoldo IV di Spilimbergo. Alla metà del XIV secolo risale l’esteso ciclo pittorico, di ambito vitalesco, che adorna l’abside. Il programma decorativo replica con ogni probabilità quello realizzato, nello stesso periodo, da Vitale da Bologna per il duomo di Udine. Nella cappella maggiore risalta una grande Crocifissione sulla parete di fondo, insieme ad affreschi raffiguranti l’Annunciazione, l’Incoronazione della Vergine e figure di Santi vescovi. Sulle pareti laterali sono dipinte scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, mentre la volta è affrescata con Evangelisti e Padri della Chiesa, su un fondo azzurro con stelle d’oro. Nella cappella di destra è ospitato il pregevole fonte battesimale (1492) di Giovanni Antonio Pilacorte. Nella navata meridionale si incontra la cappella della Madonna del Rosario con la bellissima tavola della Presentazione di Gesù al Tempio (ca. 1503) di Giovanni Martini, inserita in un’elegante cornice dorata, contornata da quindici tondi con i Misteri del Rosario, completati da Gasparo Narvesa nel 1626-27. Sul pilastro di fronte si può notare l’affresco della Guarigione del cieco, attribuito all’udinese Giovanni de Cramariis, che miniò tra il 1494 e il 1507 cinque graduali e un antifonario, conservati nell’archivio parrocchiale.

affresco del Duomo di Spilimbergo, in Provincia di Pordenone

La produzione dei corali rientrava nel progetto dei signori di Spilimbergo, per costituire una prestigiosa cappella musicale. Pertanto commissionarono al vicentino Marco Cozzi un coro ligneo, oggi nella chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone, originariamente costruito per il duomo. La notevole opera, nella quale coesistono motivi tardogotici e rinascimentali, fu realizzata tra il 1475 e il 1477; è composta da ventiquattro stalli e da un leggio, a imitazione del più grande coro che lo stesso Cozzi aveva eseguito per la basilica dei Frari di Venezia. Nella navata centrale del duomo si trova il monumentale organo con il cassone di Venturino da Venezia. Lo strumento, oggi sostituito, era stato realizzato dall’organaro Bernardino Vicentino nel 1515. Nel 1524 il Pordenone decorò la cantoria con episodi della vita della Vergine e dell’infanzia di Gesù, e dipinse le grandi portelle. Queste mostrano, ad ante aperte, la Caduta di Simon Mago e la Conversione di Saulo, a portelle chiuse, l’Assunzione della Vergine, attualmente collocata nella navata settentrionale. Sui fianchi della cassa sono raffigurati i profeti Davide e Daniele completati, in origine, da due semilunette con paggi reggistemma. Lungo la navata meridionale si segnala ancora la cappella della Madonna del Carmine, costruita nel 1498 con sculture del Pilacorte. L’opera comprende la balaustra con quattro angeli cerofori e la magnifica arcata d’ingresso. La stessa navata si conclude con la Fuga in Egitto, affrescata sulla controfacciata. L’episodio reca le simboliche figure della colomba e della tartaruga, insieme all’unicorno, al dragone e al cervo. Il dipinto si inserisce nell’articolato ambiente rinascimentale friulano ed è attribuito a Girolamo Stefanelli.

Il duomo di Spilimbergo è un vero scrigno di bellezza che, illuminato dai sette occhi della facciata, continua nei secoli a parlarci di Dio.monumentale organo con il cassone di Venturino da Venezia, all'interno del Duomo di Spilimbergo

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