Toglieteci tutto, ma non la corona d’alloro

Toglieteci tutto, ma non la corona d’alloro

Abbiamo importato da laggiú il fast food, le bibite gasate e il cinema piú dozzinale del mondo. Abbiamo digerito Halloween e il Black Friday. Abbiamo ripudiato i nostri santi e divinità, che a dicembre portavano i regali ai bambini, San Nicoló, Santa Lucia, Gesú Bambino, per fare posto a quel signore pacioso e corpulento con la barba bianca, chiamato Santa Claus, Papà Noel o Babbo Natale a seconda degli idiomi, e vestito con i colori aziendali della Coca Cola. Parliamo ormai una lingua ibrida, infarcita di anglicismi, che fa rivoltare nella tomba Dante, Foscolo e Manzoni. Abbiamo manifestato in tutti i modi la nostra sudditanza politica, geopolitica e perfino culturale nei confronti degli Stati Uniti d’America. Inoltre da un po’ di tempo a questa parte in alcune delle nostre università, succede anche questo: il Giorno della Laurea si chiama ora Graduation Day. La giovane realtà universitaria di Pordenone, che ovviamente non ha la storia e la tradizione di Bologna o Padova, ha assimilato senza pensarci due volte questa ennesima consuetudine del mondo anglosassone, ma in particolare americano. Il primo Graduation Day di Pordenone si è tenuto nel luglio del 2023, davanti a uno dei suoi luoghi simbolo, la loggia del Municipio, e quest’anno c’è stata la seconda edizione. Per carità, l’idea è anche meritoria: una festa corale per celebrare la conclusione di un percorso accademico e per consolidare il rapporto tra la città e l’università. Ma, a mio modesto parere, andrebbe leggermente rivista nella forma esteriore, in ossequio alla nostra Storia e alla nostra tradizione, non a quelle degli altri. Giova innanzitutto ricordare che le nostre università sono le piú antiche del mondo occidentale e che qui da noi a laureati, dotti e poeti, per secolare, anzi millenaria consuetudine, si cinge il capo con una verde e profumata corona d’alloro, che in latino si dice laurus, da cui laurea e laureato (cose che sanno anche i bambini dell’asilo). Invece nel Graduation Day pordenonese (e anche in quello udinese, partito un paio di anni prima), gli studenti portano la toga nera e il tocco, il cappello con base cilindrica rigida e parte superiore di forma quadrata, dalla quale di solito scende un pon pon, abbigliamento tipico dei laureandi – e in America anche dei diplomandi di high school – del mondo anglosassone (nella nostra tradizione una livrea simile veniva vestita in ambito accademico dai docenti, non dagli studenti). Insomma, faceva proprio tanto schifo chiamarlo Festa di Laurea o Giorno della Laurea? Pareva brutto che i nostri laureandi fossero vestiti e ornati come vuole la nostra storia millenaria piuttosto che come in un qualsiasi telefilm americano?

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2 Comments

  1. Renato Furlan

    Buongiorno direttore, chiedo gentilmente di trovare La Città in biblioteca di Cordenons, che frequento abitualmente. Grazie della cortesia e complimenti alla rivista. Renato Furlan, Cordenons.

    1. piergiorgiogrizzo Post author

      Buonasera Sig. Furlan, il Comune di Cordenons ne ha 100 copie. credo le portino anche alla biblioteca civica, altrimenti in Comune le trova. Grazie, buona serata

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