Tramonti rinasce a Natale

Dalle “Fiestas di Nadâl” al “Paese degli Angeli”, un modello di identità e rigenerazione comunitaria

a cura di Mauro Fracas

Per località di montagna come Tramonti, il Natale non è solo “quella breve stagione di gaudio e di felicità”, per dirla come Charles Dickens, ma un’occasione per rimettersi insieme,per ricostituirsi comunità attorno ad una identità comune e condivisa.
“Lo spopolamento avvenuto in seguito dell’emigrazione di massa ha eroso il tessuto sociale montano – afferma Giovanni Di Benedetto, Assessore alla Cultura, Turismo e Ambiente, Sport, Associazionismo e Tempo libero del Comune di Tramonti di Sotto – privando queste località di quel capitale umano e culturale essenziale per la loro sopravvivenza. In questo contesto, le Fiestas di Nadâl diventa per noi un’occasione fondamentale per ripensarci, ritrovarci e rilanciare la località attraverso la riscoperta del proprio tessuto sociale e la valorizzazione del capitale simbolico del territorio, in modo, peraltro, da aumentarne la sua attrattività.”
In questa prospettiva, specifica Di Benedetto, è stata inaugurata nel 2010 a Tramonti di Sotto la manifestazione natalizia “Il Paese degli Angeli”, organizzata dalla Pro Loco.

Proiezioni sul campanile di Tramonti di Sotto
Proiezioni sul campanile di Tramonti di Sotto

Per il 2025 nel corso della stessa verranno predisposte più di cento installazioni raffiguranti angeli di ogni forma e dimensione, realizzate con materiali naturali e di recupero lungo le vie del paese, nei cortili e nelle piazze. L’iniziativa scaturisce da un’intuizione lucida della comunità: la necessità di compiere un atto distintivo nel panorama delle celebrazioni natalizie. Abbandonando la consolidata, ma onnipresente, narrazione del presepio, la comunità ha focalizzato la sua espressione sulla figura dell’Angelo, intraprendendo un percorso di differenziazione identitaria che è prima di tutto un’affermazione di unicità.
Questo perché l’Angelo, in quanto entità mediatrice tra il sacro e l’umano, possiede una risonanza culturale universale e profonda. La sua adozione non è casuale perché permette di elevare il simbolo al di sopra del racconto storico specifico, capace di destare suggestioni che anche la narrazione tradizionale del Natale non riesce ad evocare.
“Ogni anno – continua Giovanni Di Benedetto – commissioniamo a un artista di fama, specializzato in Arte Effimera o Land Art, la creazione di un Albero Simbolico del Natale o di una installazione d’Avvento a Tramonti di Mezzo, conosciuto quest’ultimo come il Paese delle luci e degli Alberi”.
L’anno scorso, ad esempio, è stato chiamato l’artista di Land Art Simone Paulin con l’incarico di arricchire con le sue creazioni il Natale tramontino. Sono stati realizzati un allestimento in Land Art a Tramonti di Sotto raffigurante un Angelo, ed un’altra opera, a Tramonti di Mezzo, solo parzialmente in Land Art, volta a raffigurare l’albero di Natale. Dalle mani dell’artista è stata partorita una sagoma essenziale e archetipica di albero, creata utilizzando anche risorse naturali del territorio, che accompagnasse gli abitanti ed i visitatori durante il periodo natalizio.
In questo modo, l’artista ha voluto condensare la complessità della natura in una forma elementare e riconoscibile che simbolo popolare e non convenzionale dell’albero di Natale, spostando l’attenzione dalla decorazione commerciale agli aspetti essenziali del Natale in quanto attesa e riflessione.
Ad essere incaricato di realizzare una installazione effimera a carattere natalizio è stato quest’anno Nicholas Vavassori, considerato l’uomo della “Total Art”, nel senso che cerca di superare i confini tra le tradizionali discipline artistiche, utilizzando la materia naturale (terra, ferro, legno) in tutte le sue espressioni artistiche in quanto linguaggio unificante del processo suo creativo. Questo perché le sue installazioni spesso usano preferibilmente materiali di recupero e riciclo (come mobili abbandonati o pallet), trasformando la sua Total Art in un’arte ecologica, che invita a quello che egli stesso definisce l’”Elogio del Limite”, ossia il superamento di stili di vita fondati su un consumo che non tiene conto dei vincoli posti dalla natura.
“La capacità di Nicolas Vavassori di dare nuova vita a ciò che è scarto o materiale di recupero – commenta Di Benedetto – si allinea perfettamente con il messaggio spirituale e ciclico del Natale e dell’Avvento: un periodo di rinascita, trasformazione, l’attesa di un nuovo inizio.” Il merito dell’iniziativa va all’Associazione culturale Oplon APS in collaborazione con un comitato paesano spontaneo, sorto per ravvivare il Natale della vallata. A Campone, ormai conosciuto anche come “il Borgo delle cose belle’, verrà riproposta “A very fairy Christmas’ (un Natale molto fatato), che trasformerà la località in un presepe a cielo aperto nella cornice dal paesaggio montano.

Un'istallazione di land art raffigurante un angelo
Un’istallazione di land art raffigurante un angelo

L’iniziativa vedrà il coinvolgimento di un nutrito gruppo di volontari, impegnati a trasformare questa borgata di Tramonti di Sotto in una mostra grazie a minuziose scenografie, allestimenti e manufatti, tutti a carattere natalizio, realizzati con materiali naturali o di riciclo. In questa località, l’inaugurazione del periodo natalizio è avvenuta sabato 6 dicembre, con una passeggiata inaugurale per poter ammirare i risultati di tanta dedizione, in compagnia di Franca Benvenuti, la coordinatrice dell’iniziativa, e di tutti gli autori di questo straordinario progetto.
A Tramonti di Mezzo l’evento inaugurale delle “Fiestas di Nadâl” (Feste di Natale) è stato domenica 7 dicembre, con un coro di angeli nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, arricchito da performance di artisti di strada con una scenografica esibizione di un angelo in costume che ha volteggiato con il trapezio sull’abside.
L’accensione degli allestimenti natalizi a Tramonti di Sotto, che avverrà sabato 13 dicembre, segna l’inizio ufficiale delle celebrazioni per il periodo natalizio, a cui seguirà, alle 20.30, un concerto nella chiesa di Santa Maria Maggiore con il Coro di Tauriano.
Le Fiestas di Nadâl continuano il 20 dicembre con la Festa dei bambini nati durante il Covid ed il 21 dicembre con la Festa degli Anziani, appuntamento ormai tradizionale della Pro Loco Valtramontina, capace di attrarre oltre 200 invitati alla cena preparata in loro onore, segno di un clima natalizio che sa tradursi in gesti concreti di solidarietà.
Questa iniziativa sarà preceduta dai canti itineranti, che toccheranno tutte e tre le località della valle: Tramonti di Sopra, di Mezzo e di Sotto, organizzati all’imbrunire dal coro della Pro Loco.

Il tradizionale falò epifanico
Il tradizionale falò epifanico

A conclusione del periodo natalizio, la sera del 5 gennaio si terrà il tradizionale falò epifanico sia a Tramonti di Sotto, nel terreno antistante la Pro Loco, sia a Tramonti di Mezzo, presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate. In questo rito ancestrale, il fantoccio della “Vecia” verrà fatto scendere sulla pira e dato alle fiamme, consentendo alla comunità lì riunita la possibilità di dare il commiato all’anno appena trascorso e trarre i buoni auspici per il futuro. “Nel dar vita al Natale di Tramonti – conclude
Giovanni Di Benedetto – abbiamo cercato di far emergere i veri tratti dello spirito di questa località: lontano dalla fretta, unito nella tradizione e ricco di cuore, capace di promuovere uno stile di vita che si prospetta come l’antitesi della omologazione culturale.”

La parrocchiale di Tramonti di Sotto
La parrocchiale di Tramonti di Sotto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *