Un Dialogo Tra Sacro e Contemporaneo, “Attitudine” nella Chiesa di Sant’Antonio Abate

di Fanny Piccoli

Nella suggestiva Chiesa di Sant’Antonio Abate di Udine, l’arte contemporanea trova la sua dimensione più sublime. “Attitudine”, la mostra curata da Alessandra Santin con sapiente sensibilità, trasforma questo spazio sacro in un teatro dove antico e super moderno si incontrano in un dialogo profondo e rivelatore. Gli affreschi trecenteschi, testimoni di secoli di preghiera e contemplazione, accolgono le opere di Luigi Manciocco e Alberto Pasqual in un abbraccio che trascende il tempo e lo spazio.
L’arte di Luigi Manciocco si rivela come un’indagine profonda sui “momenti aurorali e sulla finitezza dell’esistenza”. Le sue creazioni materializzano questioni universali attraverso un linguaggio poetico che attinge alle radici più antiche della cultura. “Lactaria” e “Culla” non sono semplici sculture, ma archetipi che richiamano la Roma arcaica e l’agiografia di Santa Rita da Cascia, interrogando il presente su temi scottanti come la crisi demografica e il valore della vita nascente. Il video “Larme” rappresenta forse il momento più emotivamente intenso dell’intera esposizione. Osservare quella lacrima congelata che si scioglie lentamente diventa un’esperienza quasi ipnotica, una meditazione sul dolore che da individuale si trasforma in collettivo. L’alchimia del passaggio di stato – da solido a liquido ad aereo – si carica di significati simbolici che risuonano nelle volte della chiesa antica. Il bianco domina incontrastato nella ricerca di Manciocco, non come assenza ma come presenza totale. È “metafora della luce, simbolo di inizio e di fine, limite tra il visibile e l’invisibile”. Nelle opere “Santa” e “Sciame”, realizzate in corian – materiale che incarna la contemporaneità più pura – questo bianco diventa quasi abbagliante, creando un contrasto straniante con la pietra millenaria che lo circonda.
Alberto Pasqual porta in chiesa la sua passione per l’acciaio, materia che nelle sue mani acquista una “consistenza plurale” sorprendente. Le sue sculture nascono dalla “violenza generativa del fuoco”, ma il risultato finale è di una delicatezza inaspettata. “Risuonano come canti nel silenzio”, creando una sinfonia visiva che dialoga con l’acustica sacra dello spazio. Il “Grande Archivio 0” e lo “Scudo di Achille” sono testimonianze di un processo creativo che fa della “trasmutazione” il suo nucleo fondante. Pasqual non si limita a plasmare la materia, ma la interroga, la sfida, la costringe a rivelare le sue possibilità nascoste. La sua ricerca poetico-filosofica abbraccia le potenzialità dell’umanità contemporanea, proponendo l’arte come strumento di rinascita e trasformazione.
“Attitudine” non è una mostra isolata, ma si inserisce organicamente nel progetto “AbitUdine al Confronto”, voluto dall’Arcidiocesi di Udine in collaborazione con il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo. Dopo il successo di “Preludio”, questa seconda tappa conferma una visione lungimirante dell’arte contemporanea come ponte tra generazioni, culture e sensibilità diverse.
L’unicità di questa esposizione risiede nella sua capacità di rendere la chiesa non un semplice contenitore espositivo, ma un elemento attivo dell’esperienza artistica. Gli affreschi trecenteschi non fanno da sfondo alle opere contemporanee, ma dialogano con esse, creando rimandi iconografici e simbolici che arricchiscono la lettura di ogni singolo pezzo. L’esperienza diventa così multisensoriale: la vista è catturata dalle forme e dai colori, l’udito percepisce i suoni attutiti dalla pietra antica, l’olfatto riconosce i profumi dell’incenso e della cera che ancora impregnano l’aria.
Come sottolinea Alessandra Santin nel catalogo, l’arte di questi maestri “esprime e sopravanza la consapevolezza dei limiti esistenziali del quotidiano”. È questo il valore più profondo della mostra: offrire un momento di pausa e riflessione in un mondo sempre più frenetico, un invito a guardare oltre la superficie delle cose per cogliere quella “attitudine poetica” che, secondo Heidegger, rappresenta la condizione necessaria per il “divenire umani”.
In un’epoca di crisi e incertezze, “Attitudine” propone l’arte come via di salvezza, non in senso mistico ma profondamente umano. È un’esperienza che tocca corde profonde dell’animo, che interroga le nostre certezze e ci invita a ripensare il rapporto tra tradizione e innovazione, tra fede e ragione, tra passato e futuro. Un’occasione irripetibile per vivere l’arte nella sua dimensione più autentica e trasformativa.

**Periodo:** 24 maggio – 12 luglio 2025
**Orari:**
– Giovedì: 15:00 – 18:00
– Venerdì, Sabato, Domenica: 10:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00

**Ingresso libero**

**Informazioni:** Museo Diocesano – Tel. 0432-25003 – [email protected]

 

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