Questo giornale non ha una linea editoriale. O meglio l’unica linea editoriale che si è imposto è quella di far parlare tutti, ma davvero tutti, anche sui temi più divisivi. E ce ne sono stati tanti in questi ultimi quattro anni: la pandemia, le guerre, i cambiamenti climatici, l’uso del contante, l’intelligenza artificiale e così via.
Non siamo bloccati nei diktat di un editore o di sponsor che ci impongono di allinearci ad un pensiero unico o ad unica narrazione. Non passiamo notti insonni a pensare cosa dirà di noi il potente di turno, non dobbiamo baciare l’anello ad alcuno.
Forti e liberi è il mantra che ci ha trasmesso Mario Sandrin, classe 1937, pordenonese doc, fondatore di questo giornale insieme al compianto Cesco Canton e ad altri che avevano a cuore come loro la crescita e il progresso non solo economico, ma anche sociale e culturale del nostro territorio.
Abbiamo una redazione che più trasversale ed eterogenea di così non si può. Abbiamo un’unica formula da seguire: tesi, antitesi, sintesi. Cioè: dialettica, cioè: pluralismo e democrazia.
Il nostro obbiettivo non è fare i profeti. E’ dare le notizie nella maniera più oggettiva possibile e poi accendere la discussione, stimolare il dibattito, creare sempre sugli argomenti più dicotomici le condizioni per un contraddittorio.
Il tema di apertura di questo numero e come viene trattato ne sono un esempio. La domanda amletica atlantismo si o atlantismo no è stata trattata da un tecnico (il professor Guglielmo Cevolin, studioso di geopolitica), da due editorialisti, con opinioni completamente agli antipodi sull’argomento, e da due opinion leader ben noti al pubblico televisivo nazionale, anch’essi su posizioni antitetiche. E’ una linea che cercheremo di mantenere sempre o almeno finché ci sarà possibile. Non siamo dei presuntuosi e neppure degli ingenui, soprattutto facciamo tutti questo mestiere ormai da molto tempo. Tenere in vita una testata giornalistica veramente e intrinsecamente libera non è facile. Confidiamo sul sostegno dei nostri inserzionisti, che sono prima di tutto degli amici e dei sodali, e nella stima dei nostri lettori, molti dei quali leggono questo giornale da più di venti anni. Speriamo di vederli crescere ancora perché noi vogliamo crescere con loro, in primis nella considerazione della nostra gente per dare il nostro piccolo, ma speriamo apprezzato, contributo, alla vita civile e culturale della nostra regione.




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