Promossi a pieni voti i corsi e la proposta didattica. Restano un problema i trasporti e gli alloggi per gli studenti fuori sede
di Marianna Maiorino
Vengono per lo più dal Nord Est, ma non manca chi arriva dalle estremità più lontane della penisola. Ad attrarli o trattenerli, a seconda dei casi, forze magnetiche ben precise che si stanno creando nel territorio. Come valutano gli studenti la loro esperienza di studio nel Consorzio universitario pordenonese e che problemi e richieste hanno? Siamo andati a chiederglielo di persona nella sede di via Prasecco.
Iniziamo dalle richieste, che più o meno hanno accomunato tutti i ragazzi intervistati. A partire dalle panchine nell’atrio, “quando veniamo fuori non possiamo sederci da nessuna parte e sarebbe bello invece godere di più dello spazio all’aperto”. Il servizio di portineria, “sarebbe bello ci fosse qualcuno incaricato per la custodia delle chiavi, perché adesso lo facciamo noi, ed è una responsabilità.”
Poi tra i problemi ci sono gli orari dei mezzi pubblici “Dobbiamo andare via 30 minuti prima dalla lezione se no perdiamo il treno”, ci hanno detto alcuni pendolari. Problema, molto sentito quello degli alloggi per gli studenti fuori sede, che non hanno i requisiti per accedere alla foresteria, “Sono pochi, i prezzi molto alti, e spesso quelli disponibili sono in abitazioni datate”.
E infine il servizio mensa: mentre due anni fa si mangiava molto bene – ci dicono- oggi il servizio è peggiorato. Ma quando abbiamo chiesto loro che giudizio danno nel complesso all’Università, i voti sono decisamente altissimi, per Valeria, Alessia e Mattia il voto è tra 8 e mezzo e il 9. Valeria Paradiso, che propende più per il 9, precisa: “La struttura è nuova, c’è il bar, abbiamo il microonde e il dispenser per l’acqua gratuita, e tra una lezione e l’altra il verde qui fuori per staccare, io sono molto contenta”.
Gli altri annuiscono. L’altra studentessa del trio, Alessia De Marchi, aggiunge una buona parola per i tutor: “sono molto disponibili”. Elisa, Laura e Davide, ci lasciano solo i nomi, hanno 22 anni e studiano Design del prodotto, per loro l’Università merita un 7 pieno.
Sottolineano però il problema dei mezzi di trasporto e il fatto che Pordenone finite le lezioni, “è un po’ noiosa come città”; per questo Laura ad esempio ha deciso di restare a Udine e fare su e giù. Dario Bianchin che è di Pordenone studia Banca e Finanza, è al secondo anno, non dà voti ma dice: “Io mi trovo molto bene qui, volevo fare un’università dove vi fosse un clima di comunità, ed è così, qui ci conosciamo tutti e poi mi trovo bene sia con i corsi che le lezioni”. E alla domanda come mai sei rimasto a Pordenone? risponde: “Volevo rimanere vicino casa per non avere troppi costi.”
Come Dario anche Dora Giulia Chiosa, che viene da Verona, studia Banca e Finanza, è al 3 anno. Anche per lei il problema principale sono gli alloggi e i mezzi pubblici: “La navetta arriva in centro alle 8. 30 ma io alle 8.30 devo essere già in Università quindi vengo a piedi e sono 2,6 chilometri.”
Perché non prende una bicicletta le chiediamo e lei, alzando lo sguardo al cielo, ci risponde : “Me l’hanno rubata già due volte, la prima in Piazza risorgimento e poi in stazione, non ne compro più”. Aida Bandaogo di Casarsa, primo anno di Banca e Finanza, come le sue amiche ci dice che si trova bene: “Gli orari sono distribuiti in modo che uno studente possa anche lavorare”, e aggiunge: “ I professori ci vengono molto incontro, c’è tanta disponibilità”. A un altro gruppetto, di studenti del primo anno, chiediamo se Pordenone non è forse una città poco movimentata per loro. Il primo a rispondere è Nicola Bidogia 20 anni di San Giorgio di Nogaro a Pordenone per studiare Design del prodotto all’ISIA. “Qui è più dinamico”, ci dice, riferendosi alle scuole superiori e aggiunge: “Mi trovo più a mio agio con le persone che mi circondano, ci accomunano gli stessi interessi.”
Studia Design anche Simone Peressuti di Pordenone, che ci risponde: “Io preferivo rimanere vicino casa e poi ho sempre pensato che le altre università hanno il nome, ma qui siamo in pochi e in tanti mi hanno parlato bene di Pordenone proprio perché i professori ti seguono, mentre in altre facoltà più blasonate non riescono a seguire tutti.” E il fatto che non sia una città universitaria, chiediamo, non vi pesa? “Ovvio Pordenone è una piccola città, ma a me piace la tranquillità”, dice Simone.
Stesso corso universitario per Salma Chierini, di Conegliano; fa la pendolare e ci racconta che ha scelto Pordenone perché è una città tranquilla: “E’ molto comodo viaggiare e muoversi – dice – I professori sono gentili e ci seguono anche perché le classi sono piccole, 30 studenti per classe”. E aggiunge, che la facoltà di Moda che aveva preso in considerazione in prima battuta aveva costi proibitivi. E infine, ha quasi concluso la magistrale in Scienze e Tecnologie multimediali, Matteo Leonardi, 23 anni di Caltanissetta; tra gli intervistati è lo studente che viene da più lontano e infatti per lui trovare un alloggio è stato un grosso problema: “Trovare un appartamento é stata un’odissea, l’offerta é poca, i prezzi molto alti. Si trovano anche annunci che dicono espressamente che si affitta solo a studentesse; i maschi sono esclusi perché evidentemente si ritiene che facciano piú casino”. Inoltre ci ha detto: “Mancano i momenti di aggregazione per gli studenti, tempo fa c’erano gli aperitivi universitari, ma la gente del quartiere si è lamentata”. E ha aggiunto: “Mancano anche le convenzioni che permettano a noi studenti di ottenere servizi a prezzi agevolati. A Udine ci sono i buoni CUS, ad esempio, che permettono di avere accesso a varie attivita sportive. A Pordenone in extremis è arrivata la convenzione con la palestra di Borgomeduna, ma ancora tanto si potrebbe fare”. Ma quando gli chiediamo della formazione, anche Matteo non sha dubbi: “Corsi e proposta didattica sono ottimi”.





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