VerdArte 2026, la metamorfosi di Pinocchio nella natura di Polcenigo

L’opera dell’architetta Mila Marzotto trasforma il borgo pedemontano in un laboratorio di arte concettuale e paesaggistica dedicato ai significati più profondi del celebre romanzo

a cura della Redazione

Un’opera d’arte non deve per forza rimanere chiusa tra le quattro pareti di un museo o protetta dalle teche di una galleria per comunicare con il pubblico. Può invece uscire all’aperto, fondersi con la pietra di un centro storico, arrampicarsi lungo le sponde di un fiume o nascondersi tra gli alberi di un parco cittadino. È da questa visione dell’architetta Mila Marzotto che muove le sue radici VerdArte, un progetto nato con l’obiettivo di far dialogare la creazione contemporanea con la natura e con la memoria viva dei luoghi. Posizionando installazioni site-specific pensate da artisti del territorio in spazi di passaggio che spesso attraversiamo con sbadata abitudine, la rassegna invita chiunque si trovi a camminare a rallentare il passo, a fermarsi e a riscoprire il paesaggio con uno sguardo del tutto nuovo. Negli anni questa mostra a cielo aperto ha già tracciato un percorso ricco tra Friuli e Veneto, toccando tappe suggestive come Porcia lungo il rio Bujon, San Pier d’Isonzo al Passo della Barca di Cassegliano, San Vendemiano e Pasiano di Pordenone, dove il progetto ha saputo intrecciarsi anche a un concorso fotografico incentrato sulla riscoperta dell’identità locale.

Una precedente edizione di VerdArte

Nel 2026 VerdArte sceglie di fare tappa a Polcenigo, borgo tra i più belli d’Italia, per un’edizione di particolare rilievo inserita nelle celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Promossa dal Comune di Polcenigo e curata da Mila Marzotto, la rassegna VerdArte Pinocchio 2026 gode del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Polcenigo, della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, della Fondazione Giovanni Santin ETS e del supporto di realtà attive sul territorio come le associazioni Borgo Creativo, Mulinars e Jus. Piuttosto che proporre una semplice e didascalica riproduzione visiva della favola celebre in tutto il mondo, l’iniziativa sceglie la via dell’arte concettuale e della landscape art: scorci architettonici, vicoli e piazzette in pietra diventano la cornice ideale per sculture moderne capaci di far riemergere la carica simbolica, morale e persino filosofica del romanzo collodiano.

Mila Marzotto, ideatrice della rassegna

Così inteso, il cammino tra le vie del paese si trasforma in un vero e proprio viaggio di iniziazione e di crescita. Il famoso ciocco di legno grezzo scolpito da Geppetto supera la dimensione infantile per farsi allegoria dell’inconscio e della materia prima che deve essere lavorata e purificata fino a diventare un essere consapevole. Ogni elemento incontra la storia e l’architettura di Polcenigo: dal memento mori rappresentato dai Conigli Neri e dalla Quercia Grande fino alla discesa nel ventre del Pescecane, letta dagli artisti come una classica katabasis, una sosta nel buio necessaria prima di poter riemergere verso una vera rinascita spirituale. Anche il bestiario concettuale della storia prende forma attraverso tessuti, materiali organici e soluzioni ambientali capaci di dare corpo all’astrazione: la Lumaca insegna la pazienza contro la frenesia del nostro tempo, il Grillo Parlante incarna la voce inascoltata della coscienza, mentre il Gatto e la Volpe o gli Asini raccontano le scorciatoie, le illusioni e il rischio di perdere la ragione. Camminando tra queste opere integrate nel tessuto urbano, residenti e visitatori sono chiamati a compiere un doppio percorso: un’immersione nella bellezza del territorio e, al tempo stesso, una profonda riflessione personale spinta dal mito di Pinocchio.

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